Terza classe – Corrado Alvaro

di Corrado Alvaro

Dipendesse da me, passerei molto tempo fra partire e arrivare, fra treni e stazioni. Qui si fanno gl’incontri, si fa conoscenza con la gente, voglio dire la gente che parla, in terza classe, la gente per la quale un viaggio è spesso un mutamento importante, spesso un nuovo destino. Le strane valigie, i fagotti, le provviste di viaggio. Solo a vedere queste cose si capisce una contrada, la sua gente, la sua condizione. E poi, la felicità di parlare; perché parlano, e dicono molte cose. Una notte, mentre ero assopito in uno scompartimento di terza classe, sentii dietro la spalliera della mia panca una confessione di donna, fatta ad alta voce, come si immaginano le confessioni solenni. Era una storia d’una semplicità e verità da far tremare, come accade davanti ai segreti della natura. La gente semplice parla, in viaggio, si confida con qualcuno che non vedrà mai più. E la mia non è curiosità. È ricerca dei veri aspetti della vita, assaporarla ancora alla sua sorgente. Non è curiosità.

L’altro giorno trovai un treno carico di operai. Faceva caldo. Si vedevano, lungo i finestrini, braccia e gomiti nudi; la macchina, irta di quelle braccia, acquistava un aspetto mansueto di vecchio carro, proprio come i carri che trasportano artiglierie. Il calore del treno scaldato dal sole era superato da quel calore vivente, e le grida, pur così energiche della stazione, parevano fioche di fronte all’energia e verità di quelle voci. Esse parlavano tutte d’una sola cosa: dell’acqua da bere. Ne parlavano con un accento, un tono, un dialetto che mi parve di riconoscerle: lo risentivo aperto e nasale, rapido come un gorgoglio; apriva un paesaggio: un mare deserto e troppo turchino, una pianura gialla, un monte senza traccia d’uomini, un treno, una stazione, divenuto piccino di fronte a tanta solitudine: lentamente, al suo muoversi, si potevano scorgere lontano, confusi con la pietra della montagna, i villaggi sdegnosi.

(Testo tratto dal libro Le piccole virtù)

Corrado Alvaro (San Luca, 15 aprile 1895 – Roma, 11 giugno 1956) è stato uno scrittore, giornalista, poeta e sceneggiatore italiano.

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