Francesco De Gregori

Ciao a tutti!

Questa pagina è dedicata esclusivamente Francesco De Gregori, un cantautore e musicista italiano. Un dei principali artisti dello scenario musicale italiano, nelle sue canzoni troviamo sonorità varie che vanno dal rock alla canzone d’autore, con riferimenti anche alla musica popolare. Nelle sue canzone liriche, De Gregori ha sempre fatto un ampio uso della sinestesia e della metafora. Sono sicura che le sue canzoni vi piaceranno.

Buon ascolto!

Un angioletto come te

L’atmosfera è buona, lui non c’è
è andato all’estero e non tornerà
la vanità se l’è mangiato vivo
però è partito con dignità
ma per inciso che bel sorriso
adesso che sei in piedi qui davanti a me
ma che ci fai in un posto simile
un angioletto come te

C’è stata un’altra che ti somigliava
l’ho conosciuta tanto tempo fa
era fantastica a dare le carte, era bravissima
me la ricordi per quel cappello, per come ti sta
ma la regina di cuori deve uscire dal tavolo, è facile
prima c’era ed adesso non c’è
che ci fai in un posto simile
Un angioletto come te

Facevi meglio a restare a casa
e non andartene in cerca di guai
dovresti amare chi ti vuole bene
e non vorrebbe farti piangere mai
ora è impossibile capire dal primo bacio
il tuo limite estremo qual’è
ma che ci fai in un posto simile
Un angioletto come te

Stasera puoi diventare famosa credimi
la gente per strada si volterà
vorranno tutti sapere qualcosa e se è stato difficile
camminare sui pezzi di vetro e ritrovarsi qua

Lo sai da un pezzo si parlava di te
ancora prima che arrivassi in città
e che tuo padre ha un aereo privato
e molte case di proprietà
scappa da tutto questo la gente è gelosa
fanno finta di amarti e ti odiano senza un perché
ma che ci fai in un posto simile
Un angioletto come te

Devi essere qualcuno per stare qui stasera
essere pronta a dannarti l’anima
devi convincerti che non sei l’unica a esistere
devi suonare l’armonica, finché la bocca non sanguina

Qualcuno ha detto che l’amor di patria
è l’ultimo rifugio che c’è
ruba una mela e finirai in galera
ruba un palazzo e ti faranno re
c’è solo un passo da fare adesso
il paradiso lo sai bene dov’è
ma che ci fai in un posto simile
Un angioletto come te

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La donna cannone

Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno,
giuro che lo farò,
e oltre l’azzurro della tenda nell’azzurro io volerò.
Quando la donna cannone
d’oro e d’argento diventerà,

l’ultimo treno prenderà.

E in faccia ai maligni e ai superbi il mio nome scintillerà,
dalle porte della notte il giorno si bloccherà,
un applauso del pubblico pagante lo sottolineerà
e dalla bocca del cannone una canzone suonerà.

E con le mani amore, per le mani ti prenderò
e senza dire parole nel mio cuore ti porterò
e non avrò paura se non sarò bella come dici tu
ma voleremo in cielo in carne ed ossa,
non torneremo più…
na na na na na
e senza fame e senza sete
e senza ali e senza rete voleremo via.

Così la donna cannone,
quell’enorme mistero volò
tutta sola verso un cielo nero nero s’incamminò.
Tutti chiusero gli occhi nell’attimo esatto in cui sparì,
altri giurarono e spergiurarono che non erano stati lì.

E con le mani amore, con le mani ti prenderò
e senza dire parole nel mio cuore ti porterò
e non avrò paura se non sarò bella come vuoi tu
ma voleremo in cielo in carne ed ossa,
non torneremo più…
na na na na na

E senza fame e senza sete
e senza ali e senza rete voleremo via…

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Generale

Generale, dietro la collina
ci sta la notte crucca e assassina,
e in mezzo al prato c’è una contadina,
curva sul tramonto sembra una bambina,
di cinquant’anni e di cinque figli,
partiti al mondo come soldati
e non ancora tornati.

Generale, dietro la stazione
lo vedi il treno che portava al sole,
non fa più fermate neanche per pisciare,
si va dritti a casa senza più pensare,
che la guerra è bella anche se fa male,
che torneremo ancora a cantare
e a farci fare l’amore, l’amore dalle infermiere.

Generale, la guerra è finita,
il nemico è scappato, è vinto, è battuto,
dietro la collina non c’è più nessuno,
solo aghi di pino e silenzio e funghi
buoni da mangiare, buoni da seccare,
da farci il sugo quando viene Natale,
quando i bambini piangono
e a dormire non ci vogliono andare.

Generale, queste cinque stelle,
queste cinque lacrime sulla mia pelle
che senso hanno dentro al rumore di questo treno,
che è mezzo vuoto e mezzo pieno
e va veloce verso il ritorno,
tra due minuti è quasi giorno,
è quasi casa, è quasi amore.

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Diamante
(Zucchero)
Respirerò
L’odore dei granai
E pace per chi ci sarà
E per i fornai
Pioggia sarò
E pioggia tu sarai
I miei occhi si chiariranno
E fioriranno i nevai
Impareremo a camminare
Per mano insieme a camminare
Domenica
Aspetterò che aprano i vinai
Più grande ti sembrerò
E tu più grande sarai
Nuove distanze
Ci riavvicineranno
Dall’alto di un cielo, Diamante
I nostri occhi vedranno
Passare insieme soldati e spose
Ballare piano in controluce
Moltiplicare la nostra voce
Per mano insieme soldati e spose
Domenica, Domenica
Fai piano i bimbi grandi non piangono
Fai piano i bimbi grandi non piangono
Passare insieme soldati e spose
Ballare piano in controluce
Moltiplicare la nostra voce
Passare in pace soldati e spose

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