Italiano, lingua del cuore

L’italiano non è la prima lingua più studiata al mondo, ma la quarta. Poche persone studiano l’italiano per dovere o perché è importante farlo – come succede con l’inglese o con il tedesco, se si vive in Germania o in Svizzera.

Tuttavia, anche se non occupa il primo posto della classifica, esercita un fascino tutto speciale sugli stranieri. Infatti, non sono poche le volte che sentiamo dire dagli studenti che la lingua italiana è melodica, bella, affascinante, che è addirittura la lingua degli angeli.

Angeli - Raffaello Sanzio
Angeli – Raffaello Sanzio
Chi studia la musica o qualche istrumento musicale conosce sicuramente i termini adagio, allegro, andante, da capo, intermezzo, ecc.

Vi siete mai accorti che ci sono tantissimi termini italiani presenti in altre lingue soprattutto nell’ambito della musica, sport, scienze e gastronomia? Secondo l’Enciclopedia Treccani, ce ne sono più di 20 mila che figurano nelle lingue di tutto il mondo, cioè sono stati accolti, eccone alcuni:

  • paparazzo (23 lingue)
  • dolce vita (16 lingue)
  • libero (18 lingue)
  • tifoso, -i (17 lingue)
  • azzurri (8 lingue)
  • tiramisù (23 lingue)
  • pesto (16 lingue)
  • carpaccio (13 lingue)
  • bruschetta (23 lingue)
  • ravioli (36 lingue)
  • risotto (27 lingue)
  • salame (32 lingue)
  • espresso (31 lingue)
  • cannelloni (25)
  • spaghetti (54 lingue)
  • pizza (54 lingue)
  • cappuccino (40 lingue)
  • ciao (37 lingue)
  • mafia (45 lingue)

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Ci sono molte parole italiane nelle vostra lingua madre? Quali?

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

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Sul vocabolo “cuffia”

Sul vocabolo

Ciao, ragazzi!

Conoscete il vocabolo “cuffia”? Sapete quali sono i contesti in cui lo si può adoperare?

Allora, fate attenzione all’elenco che ho preparato per voi:

1) Copricapo di stoffa morbida, con o senza nastri da legare sotto il mendo, indossato dai neonati:

2) Con forma diversa è usata dagli infermieri, cuoche, negozianti di prodotti alimentari, per trattenere i capelli a scopo igienico:

 

3) Cuffia da bagno, calotta di gomma per tenere asciutti i capelli durante bagni, docce; piscina:

 

4) Coppia di auricolari uniti da un supporto, usati per l’ascolto individuale di radio, registratori, televisori:

 

5) Protezione acustica usata dagli addetti ai lavori in ambienti rumorosi:

cuffia_tappi_auricolari_ear_caps.jpg
Protezione acustica

 

Figurativo: farcela, uscire per il rotto della cuffia, per un pelo, per miracolo.

 

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

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La frutta di stagione

Ciao a tutti!

Nel nostro nuovo post tratteremo di un argomento molto dibattuto: dobbiamo consumare la frutta di stagione oppure consumare qualsiasi tipo di frutta durante tutto l’anno?

Ormai in Italia – ma anche in tanti altri paesi d’Europa – troviamo le ciliegie e le fragole (importate dalle zone calde, ovviamente) anche a Natale. Ma ci siamo mai chiesti quanto paghiamo per questo lusso? Non sarebbe meglio se scegliessimo, per esempio, un caco o un caco mela?

Caco mela

Teniamo a mente che scegliendo la frutta di stagione mese per mese abbiamo maggior garanzia di consumare prodotti freschi e perfettamente sostenibili, perché la frutta di stagione, come sappiamo, conserva meglio le sue proprietà nutrizionali; essendo di stagione, non deve far tanta strada per arrivare alle nostre tavole e, ovviamente, costa molto di meno.

Frutti di bosco

Adesso fate attenzione alla tabella sottostante, così saprete esattamente quali sono i frutti di stagione mese per mese:

Osservazione: la banana e l’ananas sono disponibili quasi tutto l’anno.

Gennaio arance, mandarini, mandaranci, pompelmo, mele, pere
Febbraio pompelmo, mele, pere, mandorle (fresche), kiwi
Marzo limoni, arance, mandarini, mele, pere, kiwi
Aprile ananas, fragole (che arrivano dalle zone più calde)
Maggio ciliege, albicocche, nespole, kiwi italiani, mele, fragole italiane
Giugno albicocche, ciliege, fragole, mirtilli, lamponi, pesche, prugne, susine, more, more di gelso
Luglio anguria, meloni, fichi fioroni, lamponi, ribes, mele, pere (varietà estive), limoni italiani, more di gelso.
Agosto more di rovo, fragole, lamponi, mirtilli, ribes, uva (le ultime)
Settembre pesche, susine, meloni, uva e fichi, fichi d’india, prugne
Ottobre castagne, cachi, caco mela, melagrani, uva, limoni, mele, pere
Novembre cachi, caco mela, castagne, noci, kiwi, arance, mandarini, pere, avocado, nespole invernali.
Dicembre arance, avocado, cachi, kiwi, mandaranci, mandarini

I dati riguardanti la tabella della frutta di stagione mese per mese sono stati prelevati dal sito Idee Verde.

L'anguria è conosciuta anche come cocomero, termini adoperati indifferentemente per indicare lo stesso frutto (ne parleremo in un altro post). Al sud Italia utilizzano anche il termine melone per riferirsi all'anguria.

 

Quali di questi frutti vi piacciono di più? Normalmente preferite i frutti di stagione o consumate tutti i tipi di frutti durante tutto l’anno?

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

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Fare la spesa o fare spese?

Ciao, ragazzi!

Nel nostro nuovo post imparerete alcuni termini ed espressioni molto utili che usiamo quando facciamo la spesa.

Nella lingua italiana ci sono tre espressioni in cui riscontriamo il vocabolo “spesa/e”: fare la spesa, fare spese, fare le spese di. Sapete quando le usiamo?

Vi è mai capito di guardare il vostro frigorifero o l’armadio e trovarli completamente vuoti? Ecco! In questo caso dobbiamo andare a fare la spesa, cioè comprare ogni tipo di genere alimentari (cibo e bevande). Se invece le nostre scarpe e i nostri vestiti sono ormai vecchi o fuorimoda, dobbiamo andare a fare spese, cioè fare shopping.

Fare spese!
Fare spese!

Normalmente, prima di andare a fare spesa, scriviamo una lista della spesa con tutte le cose di cui abbiamo bisogno per non rischiare di dimenticare qualcosa e dover tornare al supermercato – grande emporio commerciale in cui il cliente si serve da solo e paga all’uscita la merce acquistata, chiamato anche supermarket o ipermercato quando è particolarmente grande. Di solito, l’ipermercato è collocato alla periferia della città in prossimità di strade di grande comunicazione.

Fare la spesa al mercato

Oltre al supermercato e all’ipermercato possiamo anche fare la spesa al mercato, di solito situato all’interno di un edificio oppure all’aperto, dove troviamo la frutta, la verdura, la carne, il pesce ecc.

Comunque, in una città ci sono tantissimi negozi nei quali possiamo comprare i vari tipi di generi alimentari:

  • panetteria – luogo dove si fa o si vende il pane
  • salumeria – negozio in cui si vendono salumi e formaggio
  • rosticceria – negozio in cui si preparano e si vendono cibi fritti
  • pescheria – negozio dove si vene il pesce
  • pasticceria – negozio dove si vendono dolci, generalmente con annesso un laboratorio per la loro preparazione
  • pizzicheria – negozio di vendita al minuto di salumi, formaggi e altri generi alimentari (salumeria)
  • macelleria – la bottega o, anche, il banco di un mercato, un supermercato ecc. in cui si vendono le carni macellate

Riguardo all’ultima espressione “fare le spese di”, nonostante sembri molto simile alle due altre, ha un significato molto diverso. Questa espressione vuol dire pagare le conseguenze di qualcosa, subire le conseguenze, sopportare il maggior onere e disagio di qualcosa a vantaggio di altri:

Es.: lui è stato promosso e io ne ho fatto le spese.

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

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Sul vocabolo “allora”

Ciao a tutti!

Nel nostro nuovo post, parleremo del vocabolo allora che ha tantissime sfumature nella lingua italiana, come vedremo in seguito. Quindi, fate molta attenzione agli esempi!

Allora [al-ló-ra], pronunciato con la “o” grave, cioè chiusa, funge da avverbio e significa:

a) in quel momento; in quel tempo determinato, passato o futuro:

Arrivava allora da Roma in una giornata piovosa.

L’hanno raggiunto solo allora.

b) mette in correlazione la frase principale con la subordinata temporale (anteposta e posposta):

Quando ci vedremo, allora capirai il quanto ti amo.

c) con riferimento temporale più generico:

Allora era tutto più facile (cioè in quel tempo)

Alcune espressioni: fin d’allora, d’allora in poi (da quel momento, da quel tempo).

d) Ripetuto due volte indica “appena un istante prima”:

– Carlo è uscito allora allora.

2) Con funzione di congiunzione testuale (a volte preceduta da e) significa “dunque”, “in tal caso”, “perciò”:

– Lo spettacolo era noioso e allora siamo usciti.

– Se mi parli così, allora sì che mi offendo!

In frasi esortative, imperative o interrogative, è usato per rinviare, in modo generico, a situazioni già note:

– E allora sei pronto?

– Deciditi allora!

In uno scambio dialogico:

Allora?
Allora niente, non so cosa fare.

3) Con funzione di sostantivo invariabile indica “una volta”:

– La gente di allora era molto più gentile.

4) Con funzione di aggettivo (sempre anteposto al sostantivo) con il significato di “di quel tempo”, “dell’epoca”:

– Lui era l’allora direttore.

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

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MEZZO o MEZZA?

Ciao a tutti!

Dalla serie “non si finisce mai di imparare”, oggi tratterò di un’altra questione molto interessante legata al lessico della lingua italiana.

Qualche settimana fa, mentre facevo lezione di italiano, mi sono accorta che sul libro didattico che ho adottato con la mia allieva c’era scritto “sono le tre e mezzo”. Confesso di aver sentito qualche volta “sono le tre e mezzo”, ma credevo che questa forma fosse del tutto sbagliata. Da quando ho cominciato a studiare l’italiano (tanti anni fa) ho sempre usato il vocabolo “mezzo” – con funzione di sostantivo – al femminile, cioè “mezza”. Quindi sono “le tre e mezza”, perché nella mia testa “mezza” concordava con “ora”, il che non è sbagliato, ovviamente. Però ci sono altre possibilità e funzioni svolte dallo stesso vocabolo come vedremo di seguito:

MEZZO o MEZZA?

Dipende dalla funzione in cui questo vocabolo è usato:

1) Se mezzo ha la funzione di aggettivo e precede il sostanti, dovremo fare la concordanza regolarmente in genere e numero:

– Ho letto mezza pagina di questo libro.
– In frigo c’è ancora mezzo litro di latte.
– Dove sono i mezzi fogli?
– Le pensioni e mezze paghe della marina saranno determinate da un regolamento particolare. (da Web)

2) Se il vocabolo mezzo ha la funzione di avverbio (il cui significato è “a metà”, “per metà) e precede un aggettivo o un participio passato, è consigliabile che resti inalterato:

– Sei mezzo morta.
– Le urne sono state mezzo sepolte.
– Siamo mezzo matti.

Tuttavia può anche essere accordato in genere e numero con il sostantivo che lo precede:

– Sei mezza morta.
– Le urne sono state mezze sepolte.
– Siamo mezzi matti.

3) Se mezzo funge da sostantivo, con il significato di metà, e si trova dopo un altro sostantivo (soprattutto nelle indicazioni delle ore del giorno), le regole ci dicono che dovrebbe rimanere inalterato:

– Che ore sono?
Sono le sette e mezzo.

Tuttavia può anche essere accordato in genere con il sostantivo:

– Che ore sono?
– Sono le sette e mezza.

Importante: il femminile singolare mezza, NORMALMENTE, si elide davanti a parole che cominciano per vocale: mezz’ora. In tutti gli altri casi l’elisione è facoltativa:

- Era una donna di mezza età/mezz’età.
 - Ho avuto una mezza idea/mezz’idea.

Il femminile sostantivato mezza serve anche a indicare sia le ore 12:30 sia le ore 0.30:

– È appena suonata la mezza.
– È tardi, sarà la mezza.

Meno frequente la mezz’ora di ogni ora.

– A che ora comincia lo spettacolo?
– Alle 9:40.
– Allora ci vediamo alla mezza.

Arrivederci e buono studio!

Claudia Lopes

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Bibliografia:

  1. Cetroni M.R. et aliiGrammaticando. Cercola (Napoli), Loffredo Editore, 1997.
  2. SABATINI, Francesco, La comunicazione e gli usi della lingua. Bologna, Loescher editore, 1995.
  3. DARDANO, Maurizio e TRIFONE, Pietro. Parole e Frasi. Bologna, Zanichelli Editore Spa, 1985.
  4. SERIANI, Luca. Grammatica italiana. Torino, Utet Editore, 1991.
  5. Dizionario Garzanti, De Mauro e Lo Zingarelli della lingua italiana.

 

Le pulizie di casa!

Affresco della Lingua Italiana

pulizie_primaveraCiao a tutti!

Nel nostro post di oggi, parleremo delle pulizie di casa che da millenni sono un obbligo quasi tutto al femminile. Comunque non ho intenzione di essere polemica ma didattica! Dunque, oggi imparerete delle nuove paroline ed espressioni che potete (uomini e donne) usare nell’ambiente domestico nel momento di pulire la vostra casa. Siete pronti/e?

Prima o poi toccherà a tutti noi (o quasi tutti) di dover dedicarsi alle pulizie in casa, anche quando sarebbe molto più interessante fare un milione di altre cose, come uscire con gli amici, leggere, dormire oppure non fare niente.

Sapete che cosa significa “fare le pulizie di primavera“? Quando arriva la bella stagione, si aprono tutte le porte e finestre, si tolgono tende, tendine e tappeti, si lava e si pulisce tutto di cima a fondo. In realtà, con l’arrivo del primo caldo, si spengo i riscaldamenti e, quindi, è il momento di iniziare a pulire…

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Il campo semantico del cuore


Ciao a tutti!

Conoscete il termine campo semantico? Sapete cos’è? In linguistica, è l’area di significato coperto da una determinata parola o da un gruppo di parole che hanno una stretta relazione di significato tra di loro. Il campo semantico del vocabolo fiore, per esempio, è rosaviolapetalostelopiantaseme e così via.

Questo tipo di studio è molto importante perché ci aiuta ad arricchire il nostro lessico personale, per cui vi consiglio di usare, sempre che possibile, il dizionario monolingue nei vostri studi di lingua italiana, ma anche di un’altra lingua straniera.

La parola che ho scelto per voi è cuore, quindi ne conosceremo altre (non tutte!) che fanno parte del suo campo semantico:

Tipologia

– un cuore duro
– un cuore tenero
– un cuore sensibile
– un cuore generoso
– un cuore puro
– un cuore grande
– un cuore artificiale
– un cuore affaticato
– un cuore malato

Parole derivate

– cuoricino (diminuitivo di cuore)
– cuoriforme (che ha la forma di cuore)
– rincuorare (dare coraggio a chi è sfiduciato o depresso)
– a malincuore (usato solo nella locuzione a malincuore, cioè malvolentieri)

Verbi ed espressioni

– battere
– pulsare
– seguire il cuore
– spezzare il cuore
– rubare il cuore a qualcuno

Parole composte

– batticuore (battito accelerato del cuore)
– crepacuore (disperazione: morire di crepacuore)
– cuorcontento (chi si accontenta del poco che può avere, chi non si affanna)
– rubacuori (persona che fa innamorare, usato perlopiù in senso scherzoso: credersi un gran rubacuori)
– strappacuore (molto commovente, patetico: vicenda strappacuore)

Alcune espressioni e locuzioni

a cuor leggero – senza preoccuparsi, serenamente; anche sconsideratamente, con leggerezza o faciloneria: ha risolto la situazione a cuor leggero.

avere a cuore – interessarsi molto a qualcosa, tenerci in modo particolare, considerarla molto importante, esserci affezionati e simili: ho questa situazione molto a cuore.

avere il cuore libero – non essere innamorati di nessuno.

col cuore in gola – affannosamente, come dopo uno sforzo o una corsa.

cuore d’oro – persona molto buona, generosa, comprensiva e così via.

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

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Dal dentista

Ciao a tutti!

Dicono i dentisti che dovremmo fare la pulizia e il controllo dei nostri denti almeno una volta all’anno. Già! Questo perché, oltre a tenere i denti puliti, possiamo prevenire le fastidiose (e a volte dolorose) carie, anche se – diciamo la verità – a nessuno piace farsi mettere le mani in bocca e non solo. Basta pensare a tutti quegli strumenti di metallo come il trapano, per esempio, e subito ci vengono i brividi.

Tuttavia la visita dal dentista dovrebbe fare parte della nostra vita, poiché i denti, come sappiamo, sono importantissimi per la nostra nutrizione, senza parlare della salute delle nostre gengive.

La pulizia dei denti serve a togliere il tartaro e la placca

Sapete quanti sono e come si chiamano i nostri denti?

I denti della nostra bocca sono in totale 32: 16 per l’arcata superiore e altri 16 per l’arcata inferiore. L’osso che sopporta i denti superiori si chiama mascella, quello dove si appoggiano i denti inferiori si chiama mandibola. I 16 denti presenti in ogni arcata sono suddivisi in:

4 incisivi
2 canini
4 premolari
6 molari (compresi i denti del giudizio)

Quando i denti sono storti, si può mettere un apparecchio, soprattutto quando si è ancora bambini. Gli apparecchi per correggere i denti possono essere fissi, mobili o trasparenti.

Apparecchio fisso

Alcuni termini molto comuni del settore odontoiatrico

la corona dentale
l’otturazione dentale
la radice del dente
tartaro
placca
carie
gengivite
gengive infiammate/sanguinanti
la tenaglia
la devitalizzazione
devitalizzare un dente

Arrivederci e buona visita dal dentista!

Claudia V. Lopes

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Il campo semantico dell’acqua

Ciao a tutti!

Conoscete il termine campo semantico? Sapete cos’è? In linguistica, è l’area di significato coperto da una determinata parola o da un gruppo di parole che hanno una stretta relazione di significato tra di loro. Il campo semantico del vocabolo fiore, per esempio, è rosa, viola, petalo, stelo, pianta, seme e così via.

Questo tipo di studio è molto importante perché ci aiuta ad arricchire il nostro lessico personale, per cui vi consiglio di usare, sempre che possibile, il dizionario monolingue nei vostri studi di lingua italiana, ma anche di un’altra lingua straniera.

La parola che ho scelto per voi è acqua, quindi ne conosceremo altre (non tutte!) che fanno parte del suo campo semantico:

Tipologia

– gassata
– frizzante
– minerale
– naturale
– tonica
– potabile
– inquinata
– termale
– corrente
– piovana
– distilata
– dolce
– salata
– salmastra
– stagnante
– ossigenata

Parole derivate

– acquaio
– acquario
– acquatico
– acquazzone
– acquedotto
– acquitrino

Verbi

– bollire
– filtrare
– immergersi
– spruzzare
– tuffarsi
– versare

Acqua bollente/bollire l’acqua

Alcune espressioni

– acqua di sorgente
– acqua di mare
– mulino ad acqua
– sorso d’acqua
– acqua di Colonia

Alcuni modi di dire  e proverbi

– La goccia che fa traboccare il vaso.
– Fare un buco nell’acqua.
– Piove sempre sul bagnato.
– Calmare le acque.

– Acqua cheta rompe i ponti.
– Acqua passata non macina più.
– Anno nevoso, anno fruttuoso.
– Tutta l’acqua corre al mare.

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Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

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