Esercizio musicale – Alan Sorrenti

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Ciao a tutti!

Oggi studieremo l’imperativo, il presente e il futuro indicativo attraverso questa bellissima canzone chiamata Sei tu l’unica donna per me, interpretata da Alan Sorrenti. Quindi vi proponiamo un esercizio di ascolto molto semplice e piacevole: abbiamo cancellato alcuni verbi dal testo della canzone, per cui vi chiediamo di sentirla almeno due volte prima di incominciare l’attività, va bene? Alla fine, quando sarete sicuri di quello che avete scritto, potete controllare le parole originali in fondo al post.

Alan Sorrenti (Napoli, 9 dicembre 1950) è un cantautore italiano naturalizzato gallese.

Indicativo presente dei verbi regolari

Amare Prendere Partire
io amo io prendo io parto
tu ami tu prendi tu parti
lui/lei ama lui/lei prende lui/lei parte
noi amiamo noi prendiamo noi partiamo
voi amate voi prendete voi partite
loro amano loro prendono Loro partono
Presente - indica che qualcosa succede nel momento in cui si parla oppure che qualcosa accade abitualmente:

- Cosa fai?
- Leggo.

- Ogni giorno Federico va al corso di italiano.

Presente storico - indica azioni che avvengono nel momento in cui si parla, poiché il suo uso dà loro maggiore vivacità: 

Bonaparte non esita; ordina alla cavalleria di spostarsi sulla destra e il nemico è bloccato. 

 Futuro semplice indicativo – verbi regolari 

Amare Prendere Partire
io amerò Io prenderò io partirò
tu amerai tu prenderai tu partirai
lui/lei amerà lui/lei prenderà lui/lei partirà
noi ameremo noi prenderemo noi partiremo
voi amerete voi prenderete voi partirete
loro ameranno loro prenderanno Loro partiranno
Futuro semplice indicativo - indica qualcosa che deve ancora avvenire:

- Domani andremo al mare.
- Laura arriverà tra cinque minuti. 

Imperativo 

2a persona
tu
3a persona
egli, ella
1a persona
noi
2a persona
voi
3a persona
essi, esse
1a coniugazione
cant-are
cant-a cant-i cant-iamo cant-ate cant-ino
2a coniugazione
scriv-ere
scriv-i scriv-a scriv-iamo scriv-ete scriv-ano
3a coniugazione
sent-ire
sent-i sent-a sent-iamo sent-ite sent-ano
3a coniugazione
pul-ire
pul-isci pul-isca pul-iamo pul-ite pul-iscano
L'imperativo è per natura un modo difettivo, poiché non prevede la forma della prima persona singolare. Normalmente, usiamo il presente indicativo con la funzione di indicare un dovere: 
- adesso mi vado via!. 

In alternativa, si può creare, retoricamente, un alter ego virtuale, un "altro io": Adesso concentrati! (wikipedia)

Ora di lavorare!

Stampate il testo della canzone e ascoltatela almeno due volte prima di scrivere le parole mancanti negli spazi. Fateci sapere nei commenti se vi siete trovati bene con questo tipo di attività e se ne volete altre. Buon lavoro!

Sei tu l’unica donna per me

(Darmi) __________ il tuo amore,
non (chiedermi) __________ niente,
(dirmi) __________ che hai bisogno di me.
Tu sei sempre mia
anche quando vado via
tu sei l’unica donna per me.
Quando il sole del mattino (svegliarti) __________
tu non vuoi lasciarmi andare via,
il tempo (passare) __________ in fretta,
quando siamo insieme noi…
è triste aprire quella porta
io (restare) __________ se vuoi,
io (restare) __________ se vuoi…

(Darmi) __________ il tuo amore,
non (chiedermi) __________ niente,
(dirmi) __________ che hai bisogno di me.

(Essere) __________ proprio tu l’unica donna per me
il resto non conta se io sono con te
non voglio andar via,
se (perderti) __________ non ho
più nessuna ragione per vivere…
(Darmi) __________ il tuo amore,
non (chiedermi) __________ niente,
(dirmi) __________ che hai bisogno di me.
Tu sei sempre mia
anche quando vado via
tu sei l’unica donna per me.
(Darmi) __________ il tuo amore,
non (chiedermi) __________ niente,
(dirmi) __________ che hai bisogno di me.
Tu sei sempre mia
anche quando vado via
tu sei l’unica donna per me.

Tu sei l’unica donna per me.
Tu sei l’unica donna per me.

Le parole originali

Sei tu l’unica donna per me

Dammi il tuo amore
non chiedermi niente
dimmi che hai bisogno di me
tu sei sempre mia anche quando via
tu sei l’unica donna per me

quando il sole del mattino mi sveglia
tu non vuoi lasciarmi andare via
il tempo passa in fretta, quando siamo insieme noi
e’ triste aprire quella porta
io resterò se vuoi, io resterò se vuoi

dammi il tuo amore
non chiedermi niente
dimmi che hai bisogno di me
tu sei sempre mia anche quando vado via
tu sei l’unica donna per me

quando il sole del mattino mi sveglia
tu non vuoi lasciarmi andare via
il tempo passa in fretta, quando siamo insieme noi
e’ triste aprire quella porta
io resterò se vuoi, io resterò se vuoi

sei proprio tu l’unica donna per me
il resto non conta se io sono con te
non voglio andar via
se ti perdo non ho
più nessuna ragione per vivere

dammi il tuo amore
non chiedermi niente
dimmi che hai bisogno di me
tu sei sempre mia anche quando vado via
tu sei l’unica donna per me

dammi il tuo amore
non chiedermi niente
dimmi che hai bisogno di me
tu sei sempre mia anche quando vado via
tu sei l’unica donna per me

Arrivederci e buon ascolto!

Claudia Valeria Lopes

Se il post vi è piaciuto, fatecelo sapere nei commenti! 

Esercizio musicale – Malika Ayene

Malika

(credito immagine – Youtube)

Ciao a tutti!

Oggi studieremo il futuro semplice e il presente indicativo attraverso questa bellissima canzone chiamata La prima cosa bella, interpretata da Malika Ayene. Quindi vi proponiamo un esercizio di ascolto molto semplice e piacevole: abbiamo cancellato alcune parole dal testo della canzone, per cui vi chiediamo di sentirla almeno due volte prima di incominciare l’attività, va bene? Alla fine, quando sarete sicuri di quello che avete scritto, potete controllare le parole originali in fondo al post.

Malika Ayane (Milano, 31 gennaio 1984) è una cantautrice, speaker radiofonica e conduttrice televisiva italiana.

Indicativo presente dei verbi regolari

Amare Prendere Partire
io amo io prendo io parto
tu ami tu prendi tu parti
lui/lei ama lui/lei prende lui/lei parte
noi amiamo noi prendiamo noi partiamo
voi amate voi prendete voi partite
loro amano loro prendono Loro partono
Presente - indica che qualcosa succede nel momento in cui si parla oppure che qualcosa accade abitualmente:

- Cosa fai?
- Leggo.

- Ogni giorno Federico va al corso di italiano.

Presente storico - indica azioni che avvengono nel momento in cui si parla, poiché il suo uso dà loro maggiore vivacità: 

Bonaparte non esita; ordina alla cavalleria di spostarsi sulla destra e il nemico è bloccato. 

 Futuro semplice indicativo – verbi regolari 

Amare Prendere Partire
io amerò Io prenderò io partirò
tu amerai tu prenderai tu partirai
lui/lei amerà lui/lei prenderà lui/lei partirà
noi ameremo noi prenderemo noi partiremo
voi amerete voi prenderete voi partirete
loro ameranno loro prenderanno Loro partiranno
Futuro semplice indicativo - indica qualcosa che deve ancora avvenire:

- Domani andremo al mare.
- Laura arriverà tra cinque minuti. 

Ora di lavorare!

Stampate il testo della canzone e ascoltatela almeno due volte prima di scrivere le parole mancanti negli spazi. Fateci sapere nei commenti se vi siete trovati bene con questo tipo di attività e se ne volete altre. Buon lavoro!

La prima cosa bella

Ho preso la chitarra
e  _______________ per te
il tempo di imparare
non l’ho e non _______________ suonare
ma _______________ per te.
La _______________ questa voce
chi _______________ è il mio cuore
amore amore amore
è quello che ________ dire
ma tu mi __________
I prati sono in fiore
_______________ anche tu
_______________voglia di morire
non posso più cantare
non _______________ di più
La prima cosa bella
che ho avuto dalla vita
è il tuo sorriso giovane, sei tu.
Tra gli alberi una stella
la notte si è schiarita
il cuore innamorato sempre più
sempre più
La ____________ questa voce
chi ____________ è il mio cuore
amore amore amore
è quello che so dire
ma tu mi capirai
La prima cosa bella
che ho avuto dalla vita
è il tuo sorriso giovane sei tu
Tra gli alberi una stella
la notte si è schiarita
il cuore innamorato sempre più
La _______________ questa voce
chi _______________ è il mio cuore
Ho preso la chitarra e suono per te
amore amore amore.

Le parole originali

 Ho preso la chitarra
e suono per te
il tempo di imparare
non l’ho e non so suonare
ma suono per te.
La senti questa voce
chi canta è il mio cuore
amore amore amore
è quello che so dire
ma tu mi capirai
I prati sono in fiore
profumi anche tu
ho voglia di morire
non posso più cantare
non chiedo di più
La prima cosa bella
che ho avuto dalla vita
è il tuo sorriso giovane, sei tu.
Tra gli alberi una stella
la notte si è schiarita
il cuore innamorato sempre più
sempre più
La senti questa voce
chi canta e` il mio cuore
amore amore amore
è quello che so dire
ma tu mi capirai
I prati sono in fiore…
La prima cosa bella
che ho avuto dalla vita
è il tuo sorriso giovane sei tu
Tra gli alberi una stella
la notte si è schiarita
il cuore innamorato sempre più
La senti questa voce
chi canta è  il mio cuore
amore amore amore
è quello che so dire
ma tu mi capirai
ma tu mi capirai.

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

Fabrizio de Andrè – Bocca di Rosa

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Ciao a tutti!

Nel nostro post di oggi parleremo di Fabrizio De André (Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999), considerato dalla critica musicale italiana uno dei più grandi cantautori di tutti i tempi. De André ha inciso, in quasi 40 anni di carriera, tredici album ed alcune canzoni pubblicate come singoli, che sono state inserite anche nelle antologie letterarie usate nelle scuole, poiché ricchissime di riferimenti letterari.

La maggior parte dei testi delle sue canzoni parlano degli emarginati, dei ribelli, delle prostitute, in poche parole, dei senza voce. Inoltre, De André è stato il primo artista italiano a dare spazio a tematiche del tutto nuove per l’epoca, molto diverse da quelle sentimentali tipiche della musica leggera nazionale.

Abbiamo scelto per voi una delle sue canzoni più conosciute chiamata Bocca di Rosa, considerata la signature song (canzone firma) dell’autore, alla quale viene maggiormente associato e conosciuto dal suo pubblico. In senso metaforico, l’espressione “bocca di rosa” viene usata, nel linguaggio comune, per far riferimento alla figura della prostituta.

Contenuto ed ispirazione:

“La canzone racconta la vicenda di una forestiera (Bocca di rosa) che, trasferitasi nel “paesino di Sant’Ilario”, con il suo comportamento passionale e libertino («faceva l’amore per passione»), ne sconvolge la quiete. Per cui viene presa di mira dalle «comari del paesino a cui aveva sottratto l’osso», le quali, non tollerando la condotta della nuova arrivata, si rivolgono al commissario, che manda «quattro gendarmi, con i pennacchi e con le armi» che condurranno Bocca di Rosa alla stazione di polizia e successivamente alla stazione ferroviaria, dove sarà accompagnata sul treno per essere allontanata per sempre dal paesino. Alla forzata partenza di Bocca di rosa assistono commossi tutti gli uomini del borgo, i quali intendono «salutare chi per un poco portò l’amore nel paese». Alla stazione successiva, la donna viene accolta in modo trionfale e addirittura voluta dal parroco accanto a sé nella processione.” (Wikipedia)

 

Bocca di rosa

La chiamavano Bocca di Rosa
metteva l’amore, metteva l’amore,
la chiamavano Bocca di Rosa
metteva l’amore sopra ogni cosa.
Appena scese alla stazione
nel paesino di Sant’Ilario
tutti si accorsero con uno sguardo
che non si trattava di un missionario.
C’è chi l’amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
Bocca di Rosa né l’uno né l’altro
lei lo faceva per passione.
Ma la passione spesso conduce
a soddisfare le proprie voglie
senza indagare se il concupito
ha il cuore libero oppure ha moglie.
E fu così che da un giorno all’altro
Bocca di Rosa si tirò addosso
l’ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l’osso.
Ma le comari di un paesino
non brillano certo in iniziativa
le contromisure fino a quel punto
si limitavano all’invettiva.
Si sa che la gente dà buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio,
si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio.
Così una vecchia mai stata moglie
senza mai figli, senza più voglie,
si prese la briga e di certo il gusto
di dare a tutte il consiglio giusto.
E rivolgendosi alle cornute
le apostrofò con parole argute:
“Il furto d’amore sarà punito-
disse- dall’ordine costituito”.
E quelle andarono dal commissario
e dissero senza parafrasare:
“Quella schifosa ha già troppi clienti
più di un consorzio alimentare”.
E arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi con i pennacchi
e arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi e con le armi.
Spesso gli sbirri e i carabinieri
al proprio dovere vengono meno
ma non quando sono in alta uniforme
e l’accompagnarono al primo treno.
Alla stazione c’erano tutti
dal commissario al sagrestano
alla stazione c’erano tutti
con gli occhi rossi e il cappello in mano.
A salutare chi per un poco
senza pretese, senza pretese,
a salutare chi per un poco
portò l’amore nel paese.
C’era un cartello giallo
con una scritta nera
diceva “Addio bocca di rosa
con te se ne parte la primavera”.
Ma una notizia un po’ originale
non ha bisogno di alcun giornale
come una freccia dall’arco scocca
vola veloce di bocca in bocca.
E alla stazione successiva
molta più gente di quando partiva
chi mandò un bacio, chi gettò un fiore
chi si prenota per due ore.
Persino il parroco che non disprezza
fra un miserere e un’estrema unzione
il bene effimero della bellezza
la vuole accanto in processione.
E con la Vergine in prima fila
e bocca di rosa poco lontano
si porta a spasso per il paese
l’amore sacro e l’amor profano

Claudia V. Lopes

Se il post vi è piaciuto, fatecelo sapere nei commenti e con il “mi piace”.

Equilibrio distante – Renato Russo

So solo una cosa:di non sapere niente
(Socrate)

Cari amici,

Il post di oggi è un po’ diverso dal solito, poiché parlerò dei motivi che mi hanno spinto a studiare la lingua italiana (e grazie a chi), anche se – come tanti di voi – non sono discendente d’italiani. Perché vi scrivo queste parole? Stamattina, mentre cercavo dei video musicali per i nuovi post, mi si sono trovata davanti a un video di un cantautore molto speciale per me – ormai passato a miglior vita – chiamato Renato Russo, che fu, per così dire, il responsabile della mia scelta di studiare la lingua italiana, nel lontano 1995.

Renato Russo

Renato Russo nome artistico di Renato Manfredini Júnior (Rio de Janeiro, 27 marzo 1960 – Rio de Janeiro, 11 ottobre 1996) fu un cantautore, musicista, compositore brasiliano, fondatore e leader della banda “Legião Urbana”, sciolta subito dopo la sua morte. Lui fu l’idolo della mia generazione, un cantante che ci stava veramente a cuore, un poeta che trasformava tutti i nostri sogni, le nostre paure e i problemi sociali dell’epoca in poesia cantata. La sua discografia vastissima fu influenzata da band come The Rolling Stones, The Beatles e cantanti come John Lennon, Robert Smith, e molti altri.

Nel 1995, Renato incise, con la sua band, un cd di canzoni italiane famose chiamato “Equilibrio distante” che vendette più di 1 milione di copie in pochi mesi. Non c’è bisogno di dire che lo comprai subito e, sinceramente, non so come non lo perforai: lo sentivo almeno tre volte al giorno! Le canzoni erano bellissime e la sua interpretazione perfetta, e più lo ascoltavo più m’innamoravo della lingua italiana, della sua sonorità, della sua cadenza. Renato fece una cosa speciale poiché, non conoscendo la lingua italiana – nonostante fosse discendente -, dovette impararla foneticamente, e il risultato fu davvero incredibile: il modo come capiva le emozioni di quello che cantava era completo e profondo, grazie, sicuramente, al periodo che passò in Italia a scegliere il repertorio per il CD e a scoprire la cultura italiana in loco. Io credo che le emozioni presenti nelle parole di queste canzoni e nell’interpretazione di Renato siano le stesse che sentiamo tutti noi, che dedichiamo la nostra vita e la nostra anima a imparare questa dolce lingua.

L’album Equilibrio distante include brani tali come Dolcissima Maria della Band progressiva Premiata Forneria Marconi, Strani amori e La Solitudine, di Laura Pausini, quando lei non era ancora conosciuta in Brasile, oltre la versione di “Como uma onda” (Come fa un’onda), di Lulu Santos e Nelson Motta e tanti altri.

capa disco

(Copertina del CD)

Pochi mesi dopo, m’iscrissi all’università di lettere/lingue portoghese-italiano – in Brasile studiamo la nostra lingua e un’altra straniera per quattro anni. La scelta sembrava incosciente, ma sicuramente una parte di me ormai era stata sedotta dalla lingua di Dante e di tanti altri scrittori e poeti che ho avuto modo di conoscere durante gli anni dell’università e anche dopo, perché non ho mai smesso di studiare l’italiano!

E mentre scrivo questo post, penso a tutti voi che mi state leggendo adesso, penso ai vostri commenti, alla vostra ansia di imparare bene la lingua italiana e perché mai avete deciso di studiarla. Penso anche a me stessa ai primi anni di università, quando ancora ero alle prese con le sue regole sintattiche, fonetiche e grammaticali. Qualcuno di voi mi ha chiesto, in questi giorni, come si fa a diventare un bravo insegnate d’italiano. Che cosa potrei dirvi? Prima di tutto ci vuole tanta passione, ma anche tanta dedizione e impegno; dobbiamo essere coscienti che non si finisce mai di imparare e che non saremo mai così bravi da non sbagliare: ci vuole umiltà.

Ho scelto per voi una delle canzoni più conosciute che fa parte del cd Equilibrio Distante, chiamata Strani amori, che sicuramente avrete già sentito. Buon ascolto!

Strani amori

Mi dispiace devo andare via

Ma sapevo che era una bugia

Quanto tempo perso dietro a lui

Che promette poi non cambia mai

Strani amori mettono nei guai

Ma in realtà siamo noi

E lo aspetti ad un telefono

Litigando che sia libero

Con il cuore nello stomaco

Un gomitolo nell’angolo

Lì da sola dentro un brivido

Ma perché lui non c’è, e sono

Strani amori che fanno crescere

E sorridere tra le lacrime

Quante pagine, lì da scrivere

Sogni e lividi da dividere

Sono amori che spesso a quest’età

Si confondono dentro a quest’anima

Che s’interroga senza decidere

Se è un amore che fa per noi

E quante notti perse a piangere

Rileggendo quelle lettere

Che non riesci più a buttare via

Dal labirinto della nostalgia

Grandi amori che finiscono

Ma perché restano, nel cuore

Strani amori che vanno e vengono

Nei pensieri che li nascondono

Storie vere che ci appartengono

Ma si lasciano come noi

Strani amori fragili

Prigionieri liberi

Strani amori mettono nei guai

Ma in realtà siamo noi

Strani amori fragili

Prigionieri liberi

Strani amori che non sanno vivere

E si perdono dentro noi

Mi dispiace devo andare via

Questa volta l’ho promesso a me

Perché ho voglia di un amore vero

Senza te

Grazie di aver letto queste parole, mi auguro di cuore che non desistiate mai di imparare questa meravigliosa lingua (o altre), nonostante tutte le difficoltà. Non ve la prendete con i vostri sbagli e non cercate la perfezione, poiché, nella vita, come ho detto prima, non si finisce mai d’imparare. Infatti, Socrate – filoso grego antico, il più grande esponente della tradizione filosofica occidentale -, sostenne per tutti gli anni della sua vita che sapeva “solo una cosa: di non sapere niente“.

Claudia V. Lopes

Arrivederci e buono studio d’italiano a tutti!

Esercizio musicale – Massimo di Cataldo

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Ciao ragazzi!

Oggi vi proponiamo un esercizio di ascolto molto semplice e piacevole: abbiamo cancellato alcune parole del testo della canzone “Se adesso ne te vai”, interpretata dal cantautore, musicista e attore italiano Massimo Di Cataldo (Roma, 25 aprile 1968). Vi consigliamo di sentirla almeno due volte prima di cominciare a scrivere le palore mancanti, va bene? Alla fine, quando sarete sicuri di quello che avete scritto, potete guardare le parole originali clicando qui.

Fateci sapere nei commenti se vi siete trovati bene con questo tipo di attività e se ne volete altre. Buon lavoro!

Se adesso te ne vai

(Massimo di Cataldo, Bruno Incarnato)

Guardami ______ occhi, ora sto per dirti ___

Non _______ paura di restare senza ___

Se adesso te ___ vai non me ___ frega niente

_______ è un altro _____ ricomincerò

E non avrò _____ quando parlerò ___ noi

________ il dolore come non ho _____ mai

Ma _____ mi dire _____che ti dovrei _____

Perdonami ma io non ti _________

Se adesso te _____ vai e fai crollare il mondo ____di me

Adesso te _____vai ed io non _____più

Lo so ____ abituerò a camminare _____ averti accanto

Non è ______ per te che lo _______ già

L’ultima _______ e poi tutto cambierà

E ____ qualcuno aspetta per _______ via di qua

Spero _______ che stavolta ____ per sempre

Ma quanto male fa ______ dire che

Se adesso te _____  vai, non ci sarà più ______dentro me

Ti giuro _____  in poi non so _____ chi sei

Trascina via _____ te le tue ________ e la tua ipocrisia

Ma il male che _____ fai non puoi portarlo via

Diventerà uno _____ con il quale mi _______ da te

E adesso _____ forte quella porta ____ da me…

E _______ il giorno che ci ha ______

E questo che ti vede andare via, non mi rimane che un saluto

_________ la testa e così ____ …

Se adesso te ____ vai e _____ crollare tutto ____ di me

Ti _____ d’ora in poi non ____ più chi sei

Se adesso te ne vai ti _____ solo non voltarti ____

_______ non ci sarò se un giorno tornerai…

Guardami negli ______, ora sto per dirti _____

____ tu mi lasci io _____ senza te…

Le parole complete

Se adesso te ne vai

Guardami negli occhi, ora sto per dirti che

Non avrò paura di restare senza te

Se adesso te ne vai non me ne frega niente

Domani è un altro giorno ricomincerò

E non avrò rancore quando parlerò di noi

Nasconderò il dolore come non ho fatto mai

Ma non mi dire adesso che ti dovrei capire

Perdonami ma io non ti perdonerò

Se adesso te ne vai e fai crollare il mondo su di me

Adesso te ne vai ed io non vivo più

Lo so mi abituerò a camminare senza averti accanto

Non è così per te che lo sapevi già

L’ultima valigia e poi tutto cambierà

E già qualcuno aspetta per portarti via di qua

Spero soltanto che stavolta sia per sempre

Ma quanto male fa doverti dire che

Se adesso te ne vai, non ci sarà più posto dentro me

Ti giuro d’ora in poi non so più chi sei

Trascina via con te le tue incertezze e la tua ipocrisia

Ma il male che mi fai non puoi portarlo via

Diventerà un scudo con il quale mi difenderò da te

E adesso sbatti forte quella porta via da me…

E maledico il giorno che ci ha unito

E questo che ti vede andare via, non mi rimane che un saluto

Abbasserò la testa e così sia…

Se adesso te ne vai e fai crollare tutto su di me

Ti giuro d’ora in poi non so più chi sei

Se adesso te ne vai ti chiedo solo non voltarti mai

Perché non ci sarò se un giorno tornerai…

Guardami negli occhi, ora sto per dirti che

Mentre tu mi lasci io rinasco senza te…

Claudia Valeria Lopes

Buon lavoro!

Musica italiana – Lucio Battisti

Lucio Battisti

Ciao, ragazzi!

Finalmente sono riuscita a elaborare un post su uno dei più grandi cantanti e compositori italiani degli ultimi tempi chiamato Lucio Battisti (Poggio Bustone, 5 marzo 1943 – Milano, 9 settembre 1998). Confesso che non è stato facile scrivere queste poche parole su di lui: parlare di Lucio è, per me, una grande sfida perché non sono cresciuta con le sue canzoni, e quindi tutto il sentimento che ho verso di lui e tutta l’emozione che provo, quando lo sento, sono maturati dentro di me allo stesso tempo che interiorizzavo la lingua italiana.

Appena arrivata in Italia, ho conosciuto la sua opera – così la dobbiamo definire -, e subito mi sono accorta che lui, dopo tanti anni dalla sua scomparsa, era (ed è) ancora molto presente nel cuore degli italiani, dai più grandi ai più giovani che magari non erano nemmeno nati, quando lui morì. Lucio Battisti – quel ragazzo così timido e introspettivo – seppe coniugare, in un modo assai originale, “la vena melodica tipica della canzone italiana con sonorità, arrangiamenti e tratti ritmici speciali ispiratosi nel rhythm and blues, nel rock, nei ritmi latini e tanto altro ancora”. Dal 1965 al 1980, grazie al sodalizio con Mogol, Battisti rilancia temi allora ritenuti esauriti o considerati poco rinnovabili come: i coinvolgimenti sentimentali e i piccoli avvenimenti della vita quotidiana. A partire dal 1969 incomincia a interpretare le proprie composizioni, senza, però, smettere di comporre brani destinati ad altri cantanti, collaborando, soprattutto, con Mina Mazzini.

I giardini di marzo, brano che ho scelto per voi, è soltanto una delle sue canzoni più famose e note, poiché ce ne sono tante altre come Emozioni, 29 settembre, E penso a te ecc. Come sempre, ho fatto la versione/traduzione in lingua portoghese (la mia lingua materna), ma devo dirvi che non è stato mica facile tradurre queste parole cariche di sentimento, immagini e metafore non usuali; ma ci ho provato! Il testo fu scritto da Mogol, in chiave autobiografica, poiché parla degli anni difficili della sua infanzia nel dopoguerra, tra tanta povertà e difficoltà a livello familiari ed esistenziali.

Giardini di marzo
(Jardins de março)
Lucio Battisti

Il carretto passava e quell’uomo gridava “gelati” A carrocinha passava e aquele homem gritava “sorvete”
al 21 del mese i nostri soldi erano già finiti no 21o (dia) do mês o nosso dinheiro já tinha acabado
io pensavo a mia madre e rivedevo i suoi vestiti eu pensava na minha mãe e revia os seus vestidos
il più bello era nero coi fiori non ancora appassiti o mais bonito era preto com flores ainda não murchas  
All’uscita di scuola i ragazzi vendevano i libri Na saída da escola os meninos vendiam os livros
io restavo a guardarli cercando il coraggio per imitarli eu os ficava olhando, buscando a coragem para imitá-los
poi sconfitto tornavo a giocar con la mente i suoi tarli*

* Tarlo – senso fig. “pena persistente, che non dà pace e rode l’animo”

depois, derrotado, eu continuava a jogar com a cabeça cheia de preocupação

 

e alla sera al telefono tu mi chiedevi perché non parli e de noite, ao telefone, você me perguntava por que você não fala
Che anno è che giorno è Que ano é, que vida é
questo è il tempo di vivere con te este e o tempo de viver com você
le mie mani come vedi non tremano più as minhas mãos, como você vê, não tremem mais
e ho nell’anima e tenho na alma
in fondo all’anima cieli immensi no fundo da alma céus imensos
e immenso amore e imenso amor
e poi ancora ancora amore amor per te E depois ainda, ainda amor por você
fiumi azzurri e colline e praterie rios azuis e colinas e pradarias 
dove corrono dolcissime le mie malinconie onde correm docíssimas as minhas tristezas
l’universo trova spazio dentro me o universo encontra espaço dentro de mim
ma il coraggio di vivere quello ancora non c’è mas a coragem de viver, esta ainda não existe
I giardini di marzo si vestono di nuovi colori os jardins de março se vestem de novas cores
e le giovani donne in quei mesi vivono nuovi amori e as jovens mulheres, naqueles meses, vivem novos amores
camminavi al mio fianco e ad un tratto dicesti “tu muori” você caminhava ao meu lado e, de repente, me disse: “você morre”
se mi aiuti son certa che io ne verrò fuori se você me ajudar, eu tenho certeza que conseguirei sair disso
ma non una parola chiarì i miei pensieri mas nem uma palavra desanuviou os meus pensamento
continuai a camminare lasciandoti attrice di ieri Continuei a caminhar, deixando-a como atriz de ontem
Che anno è che giorno è Que ano é, que vida é
questo è il tempo di vivere con te este é o tempo de viver com você
le mie mani come vedi non tremano più as minhas mãos, como você vê, não tremem mais
e ho nell’anima e tenho na alma
in fondo all’anima cieli immensi no fundo da alma
e immenso amore e imenso amor
e poi ancora ancora amore amor per te e depois ainda, ainda amor por você
fiumi azzurri e colline e praterie rios azuis e colinas e pradarias  
dove corrono dolcissime le mie malinconie onde correm docíssimas as minhas tristezas
l’universo trova spazio dentro me O universo encontra espaço dentro de mim
ma il coraggio di vivere quello ancora non c’è mas a coragem de viver, esta ainda não existe

Arrivederci e buon ascolto! 

Musica italiana – Biagio Antonacci

biagio

Ciao, ragazzi! Oggi vi presento Biagio Antonacci (Milano, 9 novembre 1963), un cantautore e chitarrista italiano padrone di una voce sensualissima, che ha conquistato spazio nel scenario musicale italiano a partire dal grande esordio, nel 1994. Ho scelto per voi uno dei suoi brani più belli chiamato Dolore e Forza, una ballata romantica, le cui parole (tradotte da me in portoghese brasiliano) si snodano in una musica profonda e allo stesso tempo delicata, con un tocco di sensualità, tipico di Antonacci. Quindi lasciatevi trasportare!

 

Dolore e forza – Dor e força

Spaccami amore mio Acabe comigo meu amor
non merito quel volo che hai dentro tu não mereço aquele voo que você tem dentro
tu sei nella mia storia e lì ci starai você está na minha história e ali ficará
da qui a l’eterno!!! daqui até a eternidade!!!
fammi del male tu me machuque
se può servirti fallo perché tu puoi se pode servir, faça-o porque você pode
m’aspetto il bello o il brutto perché a te ho preso tutto. espero o bem e o mau, porque para você eu peguei tudo.
La natura che hai A natureza que você tem
come muovi i tuoi occhi, quando prima mi parli como mexe os seus olhos, quando antes me fala
quando dopo mi ascolti, quando ridi di niente, quando leggi o ti spogli quando depois me escuta, quando ri por nada, quando lê ou se despe
quando apri la porta e mi porti la vita quando abre a porta e me tira a vida
il calore che emani, la tua pelle è una culla, sono io che dovrei o calor que você emana, a sua pele é um aconchego, sou eu quem deveria
rispettare il tuo esempio, sono io fatto male, sono io cerebrale respeitar o seu exemplo, eu sou feito assim, sou cerebral
vado oltre ogni cosa, vado oltre il segnale, sono meglio da perso. vou além de todas as coisas, vou além do sinal, sou melhor quando me perco.
Amore mio Meu amore
ma come ho fatto a restare in silenzio di fronte a te mas como eu consegui ficar em silêncio na sua frente
non ti mai detto le cose che ho dentro nunca lhe disse o que sinto por dentro
perdonami, capiscimi me perdoe, me entenda
Amore mio Meu amor
non è il coraggio che costruisce la libertà não é a coragem que constrói a liberdade
non è l’odore che passa dal naso la libertà, la libertà. não é o odor que se respira a liberdade, a liberdade.
Gridami amore mio….. me grite, meu amor…
saprò sentire l’urlo dovunque andrò saberei ouvir o grito onde quer que eu vá
l’amore è l’invenzione che ha dato all’uomo o amor é a invenção que deu ao homem
dolore e forza dor e força
della forza ricorderò da força eu lembrarei
il giorno che mi ha fatto incontrare te o dia que fez com que eu encontrasse você
invece del dolore mi resterà ……questo non “ per sempre “ em vez de dor ficará … este não “para sempre”
Posso vivere solo, posso vivere bene, ci sarà nuova vita, ci saranno le estati Posso viver sozinho, posso viver bem, haverá uma nova vida, haverá verões
torneranno i colori, quelli che fai fatica, a vedere d’inverno voltarão as cores, aquelas que são difíceis ver no inverno
benedetti colori che l’amore scompone. benditas cores que o amor desfaz.
Amore mio Meu amor
ma come ho fatto a restare in silenzio di fronte a te Mas como eu consegui ficar em silêncio na sua frente
non ti mai detto le cose che ho dentro Nunca lhe disse o que sinto por dentro
Perdonami, capiscimi me perdoe, me entenda
Amore mio Meu amor
non è il coraggio che costruisce la libertà não é a coragem que constrói a liberdade
non è l’odore che senti dal naso, la libertà não é o odor que você respira a liberdade, a liberdade.
Amore mio, amore mio Meu amore, meu amor

Arrivederci e buon ascolto!