Ditelo in italiano!

Ciao a tutti!

Oggi riprendiamo la nostra rubrica “Ditelo in italiano”, dedicata esclusivamente agli anglicismi (e non solo) molto comune in rete, telegiornali e testate giornalistiche. Leggete anche gli altri 5 post che vanno dalla lettera A alla E.

I termini di oggi cominciano con la lettera F:

Fair play – locuzione inglese usata in italiano come sostantivo maschile, che significa “gioco leale” – in senso proprio, nello sport, in senso figurato nei rapporti umani, sociali, in politica -, senza riserve e sotterfugi. Lo possiamo adoperare anche con un valore più ampio, per indicare un comportamento corretto e improntato, signorile, gentile nei rapporti con gli altri. L’uso, a quanto pare, è ormai cristallizzato, quindi accettabile.

“Neymar, il fair play finanziario e Dybala: tutti i dubbi sui giornali di oggi”

(Corriere dello Sport)

Fan (pl. fans)  = voce della lingua inglese, abbreviazione scherzosa di fanatic “fanatico”. In italiano il termine esiste (e coesiste) con quello inglese. Quindi gli ammiratoti fanatici vengono chiamati TIFOSI! L’uso del termine inglese è del tutto innacettabile…

Fashion (pl. fashions) = è un anglicismo veramente superfluo, considerando che in italiano ci sono “moda”. Possiamo anche adoperare “stiloso”, che deriva da “stile”, sul modello dell’inglese stylish. Uso orrendo!

Fast-food = il termine in inglese è ormai diffuso non solo nella lingua italiana, ma in tante altre lingue del mondo, e significa “pasto veloce, locale dove si consuma un pasto rapido. Uso accettabile!

Feedback (oppure feed-back= termine usato in italiano al maschile, nel settore tecnico e scientifico “retroazione” , linguistico “effetto retroativo di un messaggio chi lo ha prodotto.”. Uso ormai cristallizzato.

Feeling = corrente di simpatia e forte intesa tra persone: tra quei due c’è molto feeling. In italiano ci sono i termini “sentimento, coinvolgimento, sensibilità”, a voi la scelta! Tuttavia l’uso del termine inglese è ormai cristallizzato anche in altre lingue. Direi che ne fanno un esagerato…

Fiction = termine usato nella lingua italiana al femminile,  pronunciato ‹fìkšon›. Potremmo dire “film” o “serie”televisiva”. Uso superfluo!

“Quali saranno le prossime fiction Rai e Mediaset del 2017 e 2018? Sono tante e sempre più studiate, raffinate e divertenti, le fiction targate Rai e Mediaset che vedremo prossimamente nel 2017 in autunno e all’inizio del 2018.” (Pianeta Donna)

First lady = La moglie del presidente degli Stati Uniti d’America e, per estensione, di ogni capo di stato.  La traduzione letterale sarebbe “prima signora” che, sinceramente, non è orecchiabile. Quindi l’uso è accettabile!

Fitness = l’insieme delle attività fisiche (ginnastica, massaggi, ecc.) che si praticano per raggiungere uno stato di benessere, quindi “attività fisica”, “benessere”. L’uso, a mio vedere, è superfluo!

Fitness center = “centro benessere”, che dire a riguardo? L’uso è doppiamente superfluo!

Flame = in italiano è usato con il significato di “polemica”. Non vorrei assolutamente fare polemica, ma l’uso è orrendo!

Flop = usato in italiano al maschile– nel linguaggio giornalistico, insuccesso, fiasco, riferito inizialmente a uno spettacolo, poi esteso a indicare fallimenti anche in altri settori di attività. Sinceramente, con tante belle parole in italiano, l’uso è appena accettabile.

Flyer = termine in inglese per designare “volantino”. Uso orrendo!

Fateci sapere se ne conoscete altri!

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

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Ditelo in italiano!

Ciao a tutti!

Continuiamo il nostro percorso linguistico e lessicale che riguarda l’uso degli anglicismi presenti, soprattutto, in rete. Avete letto gli articoli precedenti?

I termini di oggi cominciano con la lettera E:

Eco-friendly = in italiano vuol dire esattamente “ecologico”, “che rispetta l’ambiente”. Quindo non vedo per quale motivo il termine inglese abbia preso il sopravvento!

Editor = nel settore giornalistico significa “direttore” (di redazione); “redattore” (letterario). L’uso del termine inglese, a mio avviso, è orrendo!

Education = ci sono così tante corrispondenze in italiano che stento ad accettare che usino il vocabolo inglese: istruzione, educazione, preparazione culturale. Qui c’è l’imbarazzo della scelta!

Election day = significa esattamente “giorno delle elezioni”…

Endorsement = nel settore bancario “girata”. Sapete ormai cosa penso, vero?

Energy drink = bevanda energetica. Uso orrendo!

Engagement = condizione, atteggiamento di chi è impegnato politicamente, specie in ambito culturale e sociale; impegnato. Uso orrendamente orrendo!

Escalation = aumento, scalata, intensificazione. Nei settori economico e sociale, soprattutto ai telegiornali, sentiamo spesso l’uso del vocabolo inglese: l’escalation dei prezzi; l’escalation della violenza

Escort = accompagnatore, accompagnatrice; accompagnatore turistico. Eufemismo “prostituta d’alto bordo, di lusso”. Uso veramente deprimente…

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

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Ditelo in italiano!

Ciao a tutti!

Continuiamo il nostro percorso linguistico e lessicale che riguarda l’uso degli anglicismi, e non solo, presente soprattutto in rete. Avete letto gli articoli precedenti?

I termini di oggi cominciano con la lettera D:

Data base = termine usato in informatica che riscontra due termini italiani “base di dati” e “banca dati”, a volte abbreviato con la sigla DB, dall’inglese. Potremo, ogni tanto, usare i termini disponibili nella lingua italiana…

Deadline = “termine ultimo”, “scadenza improrogabile”, “momento ultimo”. Secondo me, l’uso del termine inglese è più che superfluo!

Deejay/Disc jockey = nelle discoteche, chi seleziona i pezzi musicali per la serata. Uso opportuno e ormai consacrato in quasi tutte le lingue del mondo.

Default = in informatica, determinazione automatica di una variabile per il funzionamento di una macchina o di un programma, in mancanza di una scelta specifica dell’operatore; “fallire”. In economia o diritto, significa “insolvenza”. A mio vedere, quasi tutti i termini dell’informatica sono ormai consacrati e di uso comune.

Derby – negli sport di squadra, incontro tra due formazioni della stessa città o regione; nell’ippica, corsa al galoppo per puledri di tre anni. L’etimologia di questa parola è molto interessante: viene dal nome del conte di derby, che istituì la prima di queste corse ippiche nel 17980. Secondo me, l’uso è opportuno.

Detective = “investigatore, spesso privato” , “agente investigativo”, “poliziotto privato”. Con tanti termini italiani a disposizioni, non capisco come mai il termine in inglese è entrato nella lingua italiana.

Devolution = nel linguaggio politico e amministrativo, cessione di poteri o di autorità da parte di un ente o di organo superiore o centrale (p.e. lo Stato) a uno inferiore o periferico (p.e. le Regioni). In italiano, “devoluzione”. L’uso del termine in inglese è orrendo!

Designer = “progettista”, “disegnatore”; “grafico specializzato nella composizione di pagine web”; “Chi si occupa di design”; “disegnatore industriale”. Sinceramente, l’uso del termine inglese potrebbe essere superfluo, anche se figura ormai in tante altre lingua del mondo.

Digital divide = è il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione (in particolare personal computer e internet) e chi ne è escluso, in modo parziale o totale. In italiano “divario tecnologico”. Non c’è bisogno di dire che cosa penso del termine in inglese…

Display = in elettronica, schermo video, quadrante che rappresenta visivamente i dati forniti o elaborati da un’apparecchiatura elettronica; i dati stessi così visualizzati. L’uso del termine inglese è superfluo considerando che in italiano abbiamo “schermo”.

Doping = illecita assunzione o somministrazione ad atleti o ad animali di sostanze eccitanti o anabolizzanti che migliorano artificialmente le prestazioni in gara. Uso accettabile. Uso accettabile.

Dossier = procedimento investigativo teso alla scoperta della verità su di un fatto accaduto, all’accertamento di come siano andate effettivamente le cose, ed all’individuazione di eventuali responsabili. In italiano si dice “inchiesta”; fascicolo, incartamento, cartella; approfondimento. A seconda del contesto, possiamo usare i termini in italiano. Decidete voi!

Etimologia – derivato di dos ‘dorso’, perché sul dorso della cartella era posta un’etichetta che ne specificava il contenuto.

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

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Ditelo in italiano!

Ciao a tutti!

Oggi continueremo il nostro percorso linguistico e lessicale per quanto riguarda l’uso degli  anglicismi  – presenti soprattutto in rete -, che compromettono l’integrità della lingua italiana. Come ho detto nel post precedete, non sono un’adepta del purismo: i neologismi o prestiti linguistici di necessità sono necessari e ben accettati, laddove non si riscontrino dei termini convincenti per definire un fenomeno nuovo in una determinata lingua.

I termini di oggi cominciano con la lettera C:

Call center = locuzione sostantivale inglese, che significa “Centro di assistenza telefonica”: uso accettabile e ormai difuso anche in altre lingue. Comunque in italiano abbiamo “centralino”, e la persona che ci lavora è “centralinista”.

Card = può significare “scheda” o “carta”, soprattutto nel settore informatico. Se usiamo il vocabolo inglese, ne ammazziamo due italiani.

Cartoon = i “cartoons” sono i “cartoni animati” che piacciono tanti ai bambini: l’uso del termine inglese, a mio avviso, è superfluo.

Catering = il termine inglese deriva dal verbo “to carter“, che significa “approvvigionare”. Nel settore della ristorazione, sono i servizi di allestimento di ricevimento privati o di approvvigionamento di cibi e bevande a grande comunità, alberghi, navi, treni, aerei, ecc. Definisce anche l’organizzazione che si occupa di fornire questo servizio: l’uso del termine inglese è accettabile.

Channel = non so cosa ne pensate voi, ma secondo me l’uso di questo anglicismo è più che superfluo, considerando che in italiano c’è “canale”!

Cheap = non saprei giustificare quest’uso, poiché in italiano abbiamo “economico, conveniente, a buon mercato”. Il termine inglese può significare anche “di qualità scadente, di scarso valore” – un oggetto cheap. Credo fortemente che possiamo farne a meno…

City-car = automobile di piccole dimensioni e dai consumi contenuti, progettata per essere usata soprattutto in città. In buon italiano, possiamo dire “utilitaria”. Quindi l’uso del termine inglese è orrendo!

Coach =  nel settore sportivo, significa allenatore, responsabile della conduzione tecnica di una squadra. Cosa dovrei dire? Usiamo il vocabolo italiano “allenatore”!

Copyrights = sono i “famosi diritti d’autore”, per cui direi che l’uso del vocabolo inglese e del tutto superfluo.

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

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Ditelo in Italiano!

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Ciao a tutti!

Oggi continueremo il nostro percorso linguistico e lessicale per quanto riguarda l’uso degli  anglicismi (e non solo) – presenti soprattutto in rete -, che compromettono l’integrità della lingua italiana. Vorrei precisare che non sono un’adepta del purismo: i neologismi o prestiti linguistici di necessità sono necessari e ben accettati, laddove non si riscontrino dei termini convincenti per definire un fenomeno nuovo in una determinata lingua.

I termini di oggi cominciano con la B, che ho suddiviso in tre post:

Background = questa parola riscontra due significati e usi ben precisi nella lingua italiana:

1. Il retroterra politico, culturale da cui si sviluppa un fenomeno o che condiziona la formazione di un individuo;

2. Inform. sfondo dello schermo di un computer: colore di backgroudcaratteri neri su backgroud bianco || in backgroud, non in primo piano; di programma che esegue le proprie operazioni mentre l’utente ne usa un altro.

Possiamo adoperare “retroterra” oppure, dipendendo dal contesto, “scenario”, per quanto riguarda il primo uso e “sfondo”, per quanto riguarda il secondo. Quindi l’uso del vocabolo inglese sarebbe del tutto superfluo.

Backstage = anche se ampiamente usato, in italiano esistono “retroscena” e “dietro le quinte”. Lascio a voi la scelta.

Baby-sitter = persona che accudisce i bambini dietro compenso. Quindi la “bambinaia”!

Bad banks = letteralmente vuol dire “banche cattive”. In pratica, sono le società bancarie costituite ad hoc per scopi ambigui. Usiamo, dunque, l’espressione italiana molto più inserita nella nostra realtà…

Badge = cartellino di riconoscimento da portare sull’abito; spilla o distintivo con l’immagine di un personaggio famoso, con simboli ecc. || badge magnetico, tesserino per operazioni informatiche.

Penso che abbiate già capito che il suo uso è più che inopportuno. E la cosa che più mi disturba è che questo sostantivo si è riprodotto, dando origine ai verbi (orrendamente orrendi) “beggiare” o “badgiare”, che significano “marcare, vidimare, strisciare una tessere magnetica (badge) in un vidimatore elettronico”.

Banner = cartellone pubblicitario su internet. Secondo me il suo uso è opportuno e accettabile, ormai cristallizzato.

Beauty-case = valigetta per i prodotti di bellezza. Per questo termine troviamo “nécessaire (fr.), trousse (fr.), valigetta, bauletto”. A voi la scelta! Comunque, a mio vedere, l’uso del vocabolo inglese è accettabile.

Beauty-farm = clinica di bellezza. Cosa preferite? Io userei tranquillamente “clinica di bellezza” e voi?

Benefit = vantaggio, indennità, gratifica. Quindi se lo usate, ammazzate tre vocaboli genuinamente italiani!

Best seller = libro che registra un altissimo numero di vendite. L’uso è ormai consacrato in quasi tutte le lingue e, quindi, accettabile.

Blitz = un germanismo con il quale viene definita  una rapida e inaspettata operazione militare o di polizia; per estensione, qualsiasi operazione rapida e di forza. Il suo uso è, quindi, accettabile.

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

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Ditelo in italiano!

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Ciao a tutti!

Oggi incominceremo un percorso linguistico e lessicale molto interessante e molto attuale, poiché tratta degli anglicismi – presenti soprattutto in rete -, che compromettono l’integrità della lingua italiana e non solo. Vorrei precisare che non sono un’adepta del purismo: i neologismi o prestiti linguistici di necessità sono necessari e ben accettati, laddove non si riscontrino dei termini convincenti per definire un fenomeno nuovo in una determinata lingua.

I termini di oggi cominciano con la A:

Abstract breve sunto del contenuto di un libro o di un articolo scientifico, anche in una lingua diversa da quella dell’originale. Secondo me l’uso del termine inglese è inammissibile, considerando che esistono due termini a disposizione in italiano “riassunto” e “sintesi“.

All inclusive = nella lingua italiana, esiste “tutto compreso“, che non lascia nulla a desiderare al suo equivalente inglese.

Anti-aging = personalmente lo trovo orribile! In Italiano, riscontriamo “anti-invecchiamento” e “anti-età“, che in cosmetica indica prodotto o trattamento che combatte o attenua i segni dell’invecchiamento.

Austerity = In italiano, troviamo “austerità“, termine dell’economia che indica la politica di severo contenimento della spesa pubblica e dei consumi privati, attuata per arginare una crisi economica o per frenare l’inflazione monetaria: imporre un regime di austeritàseguire una linea di austerità.clima di austerità. Quindi, l’uso del termine inglese è inaccettabile!

Antitrust termine dell’economia che stabilisce lo scopo di garantire la libera concorrenza, combattendo i monopoli e le coalizioni tra imprese: provvedimenti antitrust, legge. In questo caso non esiste un termine corrispondente in italiano, quindi l’uso del termine inglese è accettabile.

Authority = in italiano esiste “autorità“, quindi l’uso del termine in inglese è più che inaccettabile!

Account = usato nell’ambito dell’internet, è accettabile e preferibile, anche se in italiano la traduzione sarebbe “conto“, adoperato, soprattutto, nel settore bancario.

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

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