Scena di vita quotidiana – Al cinema

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Ciao, ragazzi!

Nel nostro post precedente, siamo andati con Anna e Francesca dalla parrucchiera e abbiamo visto che cosa dobbiamo dire se vogliamo un taglio, una piega, una permanente, ecc. Oggi, invece, andremo con le due amiche al cinema e impareremo dei termini molto utili. Siete pronti?

È sabato sera. Anna telefona a Francesca e la invita per andare al cinema.

Francesca – Pronto!
Anna – Ciao, Francesca! Come stai?
Francesca – Ciao, Anna! Sto bene e tu?
Anna – Ti va di venire al cinema con me stasera?
Francesca – A che ora?
Anna – Magari verso le 20.
Francesca – Sai se c’è qualcosa di bello da vedere?
Anna – Sinceramente non lo so, ma possiamo guardare in Internet.
Francesca – Pensavo che già avessi qualche idea.
Anna – Quale genere di film ti piacerebbe vedere? Una commedia, un thriller, un film di fantascienza?
Francesca – Mi piacerebbe vedere un bel film romantico.
Anna – Ve bene, anche se non è molto il mio genere di film. Adesso cerco su internet.

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(fonte immagine – web)

Un’ora dopo al cinema

Anna – I critici del cinema dicono che questo film sia veramente molto bello, oltre che un forte concorrente dell’Oscar.
Francesca – E poi l’attore principale è bravissimo!
Anna – Prendo dei popcorn?
Francesca – Sì, certo, ma dolci. E anche due bottigliette di acqua minerale.
Anna – Dove ci sediamo?
Francesca – Magari nell’ultima fila.
Anna – No, a metà, altrimenti non vedo nulla!
Francesca – Ma cosa dici? Ti servono per caso dei binocoli?
Anna – Spiritosa…

Two young women watching movie in a movie theatre

(Fonte immagine – dal sito Lettera Donna)

Anna e Francesca tornano a casa dopo il film

Francesca – E allora, il film ti è piaciuto?
Anna – Sì, mi è piaciuto tantissimo, ma la prossima volta vedremo un film di azione.

Vocabolario e frasi utili:

Il film ti è piaciuto?; la trama ti è piaciuta?; gli attori ti sono piaciuti?
Il film era bellissimo; era davvero molto bello; non era male.
Penso che sia una vera spazzatura; che non valga nulla.
Secondo me (non) aveva una bella trama.
È film più bello che io abbia mai visto in vita mia.
La trama era abbastanza complessa/semplice/confusa.
La recitazione degli attori era eccellente/buona/mediocre.
Gli attori sono bravissimi.

Generi di film

una commedia
una commedia romantica
un film horror
un documentario
un film di animazione
un film di guerra
un film di fantascienza
un film western
un film straniero

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

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Misurando il tempo

Ciao a tutti!

Forse una delle principali necessità in assoluto dell’essere umano, sin dall’inizio dei tempi, è stata quella di misurare il tempo. Il primo strumento di misurazione, almeno così ci racconta la storia, è stato il sole, poi, con il passare dei secoli, si sono sviluppati dei sistemi sempre più avanzati e precisi. I romani misuravano il tempo avvalendosi della meridiana, un orologio solare, formato da un’asta (gnomone) che proiettava l’ombra del sole sulle linea orarie tracciate sul quadrante.

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(meridiana – web)

Nel XVII secolo, fu inventata la clessidra (chiamata anticamente clepsidra o orologio a sabbia), un strumento usato per la misurazione del tempo, costituito da due recipienti (o vasi) di forma conica sovrapposti e collegati tra loro, tra i quali possono scorrere acqua o sabbia. L’intervallo impiegato dall’acqua o dalla sabbia per scendere dal recipiente superiore in quello inferiore dà la misura del tempo.

clessidra

Ai nostri giorni, misuriamo il tempo per mezzo di un orologio che può essere da polso, da muro, da tasca, ecc. Nel commercio, ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti, eccone alcuni:

collage_-orologio

Negli eventi sportivi, il tempo è misurato con un orologio di precisione più comumente conosciuto come cronometro (dal greco chrónos, χρόνος: tempo e métron, μέτρον: misura).

Le parti dell’orologio:

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Una curiosità: l'orologio da polso fu inventato alla fine del XIX secolo da Patek Philippe & Co., un'azienda svizzera produttrice di orologi di lusso, tra le più antiche e prestigiose del mondo.Inizialmente fu considerato un accessorio femminile; gli uomini usavano, di solito, l'orologio da tasca.
 Alcune espressioni con il vocabolo “orologio”

a) un’ora d’orologio – un’ora esatta;

b) essere un orologio – (fig.) detto di congegno, meccanismo, funzionare perfettamente;

c) stare con l’orologio in mano – (fig.) essere estremamente precisi e puntuali e pretendere che lo siano anche gli altri.

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

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Parlate un po’ di voi!

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Ciao, ragazzi!

Vorrei conoscervi un po’ di più, considerando che ci sono ormai tantissimi nuovi iscritti alla pagina Facebook di Affresco della Lingua Italiana (più di 7 mila!) ed anche qui!

Quindi: qual è la vostra regione di origine (o dei vostri genitori/nonni)? Da quanto tempo studiate la lingua italiana e a quale livello siete adesso? (Questa domanda è rivolta anche ai non discendenti di italiani).

Ai non discendenti avrei comunque un’altra domanda: perché avete deciso di studiare la lingua italiana?

Aspetto i vostri commenti!

Claudia Valeria Lopes

Visitate la nostra nuova pagina Musica Italiana

Alcune espressioni e locuzioni con il vocabolo “faccia”

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Ciao a tutti!

Nel nostro post di oggi, parleremo del vocabolo faccia, che deriva dal latino volgare *facĭa(m), “forma esteriore, aspetto”, ma anche di alcune locuzioni ed espressioni in cui esso viene usato.

La faccia è la parte anteriore della testa umana, dalla fronte al mento, che chiamiamo anche viso o volto. Le persone possono avere una faccia ossuta, pallida, abbronzata, ecc. Quando troviamo qualcuno per la strada, che crediamo di aver visto prima, diciamo subito che “lui/lei ha una faccia conosciuta“; oppure quando facciamo dei cambiamenti a casa o compriamo nuovi mobili, siamo soliti dire che “la casa ha cambiato faccia“.

Le espressioni del viso

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Adesso vediamo alcune espressioni e locuzioni con il vocabolo “faccia”

a) Alla faccia di – a dispetto di:

Alla faccia della dieta! Oggi mi mangerò un bel dolcetto.

b) Avere una faccia da funerale – avere un’espressione triste:

Cosa hai oggi? Hai una faccia da funerale.

c) Avere una faccia da schiaffi – avere un’espressione irritante:

Carlo ha proprio una faccia da schiaffi, mi dà fastidio solo a vederlo.

d) Faccia di bronzo (o culo) – persona sfacciata o spudorata:

Avete visto che faccia di bronzo (di culo) ha Anna? Come ha potuto vestirsi in questo modo?

e) Perdere la faccia – perdere la reputazione, squalificarsi.

Avete letto i giornali oggi? Quel politico ha perso la faccia dopo tutto quello che ha combinato.

f) Avere la faccia scura – avere un’espressione risentita e preoccupata:

Perché hai la faccia scura oggi?
– Domani devo dare l’esame di matematica e ne sono preoccupata.

g) Sbattere (gettare) in faccia – rinfacciare qualcosa a qualcuno:

Mi ha sbattuto in faccia tutto quello che ha fatto per me; ne sono davvero delusa.

h) Faccia tosta – persona sfrontata, senza vergogna:

Ma che faccia tosta che hai! Come puoi venire qui a chiedermi un favore del genere?

i) Un faccia a faccia – un confronto diretto tra i protagonisti:

Stasera andrà in onda un faccia a faccia tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti.

l) Dire in faccia – dire apertamente ad una persona cosa si pensa di lei:

Gli ho detto in faccia tutto quello che pensavo sul suo conto. 

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

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Nuova pagina – Musica Italiana!

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Ciao a tutti!

Vorrei informarvi che adesso abbiamo una nuova pagina intitolata “Musica Italiana“, nella quale trovate un elenco (ancora in costruzione) con alcuni dei cantanti più rappresentativi del panorama musicale italiano. Spero che vi piaccia! Se avete dei suggerimenti, fateceli sapere nei commenti, poiché sono sempre benvenuti e molto importanti per me.

Vi auguro un buon ascolto!

Claudia Valeria Lopes

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Perché o perchè: qual è l’ortografia corretta?

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Ciao a tutti!

Ecco uno di quei dubbi atroci che assillano non solo gli italiani ma tantissimi stranieri: si scrive perché o perchè?

Prima di tutto, bisogna capire cos’è una “e” aperta o chiusa, poiché, in quasi tutte le lingue del mondo, le vocali possono essere pronunciate, appunto, aperte o chiuse. Non sempre è facile capire e individuare delle sfumature fonetiche così sottili inerenti alle lingue che stiamo studiano da poco, ma non è impossibile. Quello che dovete fare è imparare ad ascoltare.

Fate attenzione agli esempi!

Cliccate su ogni singola parola per vedere la trascrizione fonetica e ascoltare la pronuncia messe a disposizione dal Dizionario d’ortografia e pronunzia (DOP) della Rai:

a) elica; cioè [ɛ] –  la “e” è aperta (è), ed è esattamente quella “e” che pronunciamo nella coniugazione del verbo “essere” alla terza persona singolare: lui è italiano.

b) vero, poiché [e] – la “e” è chiusa ed è la stessa dei vocaboli “giacché, affinché, ecc”.

I simboli che vedete accanto ai vocaboli tra le parentesi quadre - il primo che si somiglia a un 3 al contrario e il secondo a una normale "e" - vengono usati dai linguisti e studiosi delle lingue nelle trascrizioni fonetiche per indicare la "e" aperta "è" o chiusa "é". Entrambi i simboli fanno parte dell'IPA (Alfabeto Fonetico Internazionale).

Un altro fattore importante – e del quale parleremo in futuro – è che tutte le parole tronche (o ossitone), cioè le parole la cui sillaba tonica è l’ultima, richiedono l’accento grafico sull’ultima sillaba: virtù, libertà, caffè; le coniugazioni dei verbi al passato remoto e futuro semplice: capì, amò, avrà, capirò, ecc.

Siete capaci adesso di rispondere alla domanda titolo di questo post? Spero che abbiate risposto “perché“, poiché questa è l’UNICA ortografia corretta, perchè  NON ESISTE!

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

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